Barometro AI – Maggio 2026

CONTENUTI sondaggio

 

Testo Domanda Esito Risposta
Attualmente, quale aspetto descrive meglio il principale disallineamento prodotto dall’intelligenza artificiale? Il cambiamento tecnologico è più rapido dell’adattamento istituzionale: 34%
Il lavoro cognitivo si sta trasformando più rapidamente dei sistemi del lavoro: 20%
Dati e potenza computazionale si stanno concentrando troppo: 18%
L’autonomia umana si sta gradualmente indebolendo: 12%
Verità e informazione stanno diventando più difficili da verificare: 13%
Non è ancora chiaramente visibile alcun disallineamento strutturale: 3%
Nella fase attuale, come dovrebbe essere interpretata principalmente l’intelligenza artificiale? Come utile strumento operativo: 18%
Come tecnologia general purpose: 25%
Come infrastruttura sistemica: 27%
Come nuova forma di potere economico e istituzionale: 22%
È ancora troppo presto per definirne la reale natura: 8%
Attualmente, qual è l’effetto più visibile dell’AI nelle organizzazioni? Aumento della produttività: 28%
Riduzione dei costi: 10%
Riorganizzazione di ruoli e processi: 33%
Riduzione delle persone necessarie per ottenere lo stesso output: 14%
Creazione di nuovi ruoli professionali: 10%
Nessun effetto significativo ancora visibile: 5%
Quale tipo di lavoro è oggi maggiormente esposto alla trasformazione guidata dall’AI? Lavoro amministrativo e di back-office: 25%
Lavoro analitico e di reporting: 25%
Lavoro creativo e legato ai contenuti: 16%
Lavoro legale, compliance e documentazione: 15%
Lavoro di supporto alle decisioni manageriali: 10%
Attività di customer care e supporto: 9%
Secondo Lei, l’AI sta cambiando principalmente attività singole o intere professioni? Principalmente singole attività: 23%
Prevalentemente gruppi di attività: 35%
Intere professioni in alcuni settori: 20%
La distinzione tra attività e professioni sta diventando poco chiara: 17%
È troppo presto per dirlo: 5%
Qual è l’effetto più sottovalutato dell’AI sul lavoro? Graduale riduzione delle assunzioni: 23%
Aumento della produttività senza crescita proporzionale dei salari: 18%
Declino dei ruoli professionali junior: 25%
Perdita dei percorsi di apprendimento professionale: 18%
Riorganizzazione di team e gerarchie: 13%
Nessun effetto rilevante sottovalutato: 3%
Nella fase attuale, quale separazione appare più importante nell’era dell’AI? Lavoro e reddito: 19%
Produttività e occupazione: 27%
Valore e salario: 14%
Cittadinanza e lavoro: 12%
Dignità umana e occupazione: 24%
Nessuna di queste separazioni è decisiva: 4%
Se l’AI aumenta la produttività riducendo la domanda di lavoro, chi dovrebbe beneficiarne per primo? Lavoratori: 20%
Cittadini: 17%
Imprese: 10%
Istituzioni pubbliche: 7%
Un modello misto: 40%
La questione non è ancora politicamente matura: 6%
Attualmente, quanto sono preparate le istituzioni pubbliche a governare la trasformazione prodotta dall’AI? Molto preparate: 3%
Sufficientemente preparate: 13%
Parzialmente preparate: 31%
Poco preparate: 34%
Per nulla preparate: 14%
Non sa valutare: 5%
Quale risposta istituzionale appare oggi più urgente? Costruire competenze tecniche nelle istituzioni: 24%
Regolare i sistemi AI ad alto rischio: 17%
Investire in infrastrutture digitali e computazionali: 20%
Riformare istruzione e politiche di riqualificazione: 23%
Creare modelli di governance pubblico-privati: 16%
Non serve alcun intervento istituzionale immediato: 0%
Nella fase attuale, come viene percepita principalmente la regolazione dell’AI? Come forte opportunità: 16%
Come moderata opportunità: 30%
Come neutrale o ambivalente: 23%
Come moderato vincolo: 18%
Come forte vincolo: 7%
Non sa valutare: 6%
Qual è la principale fonte di potere nell’era dell’AI? Dati: 22%
Potenza computazionale: 22%
Talento: 13%
Energia: 11%
Controllo delle infrastrutture digitali: 24%
Controllo delle piattaforme di distribuzione: 8%
Qual è il maggiore rischio della concentrazione del potere AI? Dominio di mercato: 16%
Influenza politica: 13%
Capacità di sorveglianza: 14%
Dipendenza delle istituzioni pubbliche: 21%
Riduzione del controllo democratico: 22%
Accesso diseguale a conoscenza e produttività: 14%
I dati generati da cittadini e utenti dovrebbero essere trattati come risorsa pubblica strategica? Sì, pienamente: 33%
Sì, parzialmente: 34%
Solo nei settori regolati: 13%
Solo con consenso individuale esplicito: 13%
No: 3%
Non chiaro: 4%
Qual è il rischio più significativo della delega di decisioni ai sistemi AI? Perdita del giudizio umano: 25%
Eccessivo affidamento agli output della macchina: 27%
Riduzione della responsabilità: 15%
Bias nascosti: 13%
Dipendenza istituzionale: 12%
Incertezza giuridica: 8%
Che cosa dovrebbe rimanere non delegabile all’AI? Responsabilità morale: 26%
Giudizio legale: 15%
Decisione politica: 22%
Decisione medica finale: 14%
Governance strategica: 21%
Nessuno di questi ambiti può realisticamente restare del tutto non delegabile: 2%
L’attenzione umana sta diventando una risorsa scarsa negli ambienti mediati dall’AI? Sì, in modo critico: 36%
Sì, in misura crescente: 38%
Parzialmente: 16%
Non in modo significativo: 5%
No: 2%
Non sa valutare: 3%
Qual è la conseguenza più grave della cattura dell’attenzione e della frammentazione cognitiva? Riduzione dell’alfabetizzazione e della lettura profonda: 18%
Manipolazione politica: 19%
Minore qualità professionale: 13%
Affaticamento mentale: 15%
Polarizzazione sociale: 16%
Perdita del giudizio indipendente: 19%
Qual è il maggiore rischio della realtà sintetica e dei contenuti generati dall’AI? Perdita di fiducia nelle prove: 26%
Manipolazione dell’opinione pubblica: 20%
Confusione tra contenuto reale e generato: 15%
Collasso degli standard di verifica: 20%
Normalizzazione dell’inganno: 10%
Frammentazione della realtà condivisa: 9%
Nella valutazione delle informazioni, che cosa diventerà più importante? Credibilità della fonte: 22%
Verifica tecnica: 21%
Certificazione istituzionale: 12%
Standard di provenienza dei contenuti: 23%
Alfabetizzazione mediatica: 13%
Giudizio personale: 9%
Nella fase attuale, quale rischio AI dovrebbe ricevere maggiore attenzione? Rischi immediati, come frodi, disinformazione, sorveglianza e cyberattacchi: 28%
Rischi di medio periodo, come disruption del lavoro e dipendenza istituzionale: 28%
Rischi di lungo periodo, come perdita del controllo umano sui sistemi avanzati: 16%
Tutti i livelli di rischio dovrebbero essere trattati con pari attenzione: 23%
Le paure attuali sono esagerate: 3%
Non sa valutare: 2%
Che cosa dovrebbe essere protetto per primo nell’età dell’intelligenza artificiale? Giudizio umano: 22%
Dignità umana oltre la performance economica: 17%
Fiducia nell’informazione e nel dibattito pubblico: 20%
Processi decisionali democratici e istituzionali: 18%
Lavoro come fonte di identità e riconoscimento sociale: 10%
Capacità delle società di governare il cambiamento tecnologico: 13%

 

dati sondaggio

Titolo del sondaggio Barometro AI – Maggio 2026
Soggetto che ha realizzato il sondaggio Zanettistudios S.r.l.
Soggetto committente QUI MILANO, nell’ambito dell’iniziativa Global AI Observatory
Soggetto acquirente Zanettistudios S.r.l.
Data o periodo in cui è stato realizzato il sondaggio – Da 1 aprile 2026
Data o periodo in cui è stato realizzato il sondaggio – A 10 giugno 2026
Mezzo(i) di comunicazione di massa sul quale(i) è stato pubblicato o diffuso il sondaggio QUI MILANO (testata online registrata)
Data di pubblicazione o diffusione 12 giugno 2026
Popolazione di riferimento Imprese clienti di Zanettistudios S.r.l. operanti in diversi settori e dimensioni sul territorio nazionale, oltre a esperti internazionali coinvolti sui temi dell’intelligenza artificiale, del lavoro, del valore, della governance, dell’autonomia umana e degli impatti economico-sociali delle tecnologie AI.
Estensione territoriale del sondaggio Nazionale (Italia) e internazionale, con partecipazione di soggetti basati in diverse aree geografiche europee ed extraeuropee.
Metodo di campionamento, inclusa l’indicazione se trattasi di campionamento probabilistico o non probabilistico, del panel e l’eventuale ponderazione Campionamento non probabilistico su panel di imprese clienti Zanettistudios S.r.l. (prevalentemente MPMI, incluse startup) e su panel qualificato di partecipanti selezionati o raggiunti tramite la rete Global AI Observatory, i canali editoriali QUI MILANO, le reti professionali, i business network, LinkedIn e l’inoltro da parte di contatti professionali. Il sondaggio ha incluso anche contributi di esperti internazionali operanti nei campi dell’intelligenza artificiale, della ricerca, della governance, della regolazione, della consulenza, dell’impresa e dell’analisi economico-sociale, invitati alla partecipazione mediante invito aperto senza filtri né selezione casuale. Non è stata applicata alcuna ponderazione statistica.
Consistenza numerica del campione di intervistati, numero dei non rispondenti e delle sostituzioni effettuate Inviti eleggibili: 1450 soggetti.
Questionari compilati: 357.
Non rispondenti: 1093.
Sostituzioni: non previste.
Rappresentatività del campione, inclusa l’indicazione del margine d’errore I risultati hanno valore descrittivo del panel rispondente e dei contributi qualificati raccolti. Trattandosi di campionamento non probabilistico, il sondaggio non può essere considerato statisticamente rappresentativo della popolazione generale, delle imprese, delle istituzioni o della comunità internazionale degli esperti di intelligenza artificiale. Eventuali riferimenti a livelli di confidenza o margini d’errore sono da intendersi in forma puramente indicativa e non assimilabili a stime sull’universo di riferimento.
Metodo di raccolta delle informazioni CAWI (Computer-Assisted Web Interview) tramite questionario online diffuso mediante canali digitali, email, reti professionali, LinkedIn, canali editoriali collegati a QUI MILANO e alla rete Global AI Observatory.