CONTENUTI sondaggio
| Testo Domanda | Esito Risposta |
|---|---|
| Attualmente, quale aspetto descrive meglio il principale disallineamento prodotto dall’intelligenza artificiale? | Il cambiamento tecnologico è più rapido dell’adattamento istituzionale: 31% Il lavoro cognitivo si sta trasformando più rapidamente dei sistemi del lavoro: 22% Dati e potenza computazionale si stanno concentrando troppo: 16% L’autonomia umana si sta gradualmente indebolendo: 13% Verità e informazione stanno diventando più difficili da verificare: 14% Non è ancora chiaramente visibile alcun disallineamento strutturale: 4% |
| Nella fase attuale, come dovrebbe essere interpretata principalmente l’intelligenza artificiale? | Come utile strumento operativo: 22% Come tecnologia general purpose: 27% Come infrastruttura sistemica: 23% Come nuova forma di potere economico e istituzionale: 18% È ancora troppo presto per definirne la reale natura: 10% |
| Attualmente, qual è l’effetto più visibile dell’AI nelle organizzazioni? | Aumento della produttività: 27% Riduzione dei costi: 11% Riorganizzazione di ruoli e processi: 31% Riduzione delle persone necessarie per ottenere lo stesso output: 12% Creazione di nuovi ruoli professionali: 13% Nessun effetto significativo ancora visibile: 6% |
| Quale tipo di lavoro è oggi maggiormente esposto alla trasformazione guidata dall’AI? | Lavoro amministrativo e di back-office: 27% Lavoro analitico e di reporting: 23% Lavoro creativo e legato ai contenuti: 18% Lavoro legale, compliance e documentazione: 13% Lavoro di supporto alle decisioni manageriali: 10% Attività di customer care e supporto: 9% |
| Secondo Lei, l’AI sta cambiando principalmente attività singole o intere professioni? | Principalmente singole attività: 28% Prevalentemente gruppi di attività: 33% Intere professioni in alcuni settori: 16% La distinzione tra attività e professioni sta diventando poco chiara: 16% È troppo presto per dirlo: 7% |
| Qual è l’effetto più sottovalutato dell’AI sul lavoro? | Graduale riduzione delle assunzioni: 21% Aumento della produttività senza crescita proporzionale dei salari: 19% Declino dei ruoli professionali junior: 22% Perdita dei percorsi di apprendimento professionale: 17% Riorganizzazione di team e gerarchie: 16% Nessun effetto rilevante sottovalutato: 5% |
| Nella fase attuale, quale separazione appare più importante nell’era dell’AI? | Lavoro e reddito: 20% Produttività e occupazione: 24% Valore e salario: 15% Cittadinanza e lavoro: 12% Dignità umana e occupazione: 24% Nessuna di queste separazioni è decisiva: 5% |
| Se l’AI aumenta la produttività riducendo la domanda di lavoro, chi dovrebbe beneficiarne per primo? | Lavoratori: 21% Cittadini: 18% Imprese: 11% Istituzioni pubbliche: 7% Un modello misto: 36% La questione non è ancora politicamente matura: 7% |
| Attualmente, quanto sono preparate le istituzioni pubbliche a governare la trasformazione prodotta dall’AI? | Molto preparate: 2% Sufficientemente preparate: 11% Parzialmente preparate: 29% Poco preparate: 36% Per nulla preparate: 16% Non sa valutare: 6% |
| Quale risposta istituzionale appare oggi più urgente? | Costruire competenze tecniche nelle istituzioni: 25% Regolare i sistemi AI ad alto rischio: 18% Investire in infrastrutture digitali e computazionali: 18% Riformare istruzione e politiche di riqualificazione: 22% Creare modelli di governance pubblico-privati: 16% Non serve alcun intervento istituzionale immediato: 1% |
| Nella fase attuale, come viene percepita principalmente la regolazione dell’AI? | Come forte opportunità: 14% Come moderata opportunità: 28% Come neutrale o ambivalente: 25% Come moderato vincolo: 20% Come forte vincolo: 7% Non sa valutare: 6% |
| Qual è la principale fonte di potere nell’era dell’AI? | Dati: 24% Potenza computazionale: 20% Talento: 15% Energia: 9% Controllo delle infrastrutture digitali: 22% Controllo delle piattaforme di distribuzione: 10% |
| Qual è il maggiore rischio della concentrazione del potere AI? | Dominio di mercato: 18% Influenza politica: 13% Capacità di sorveglianza: 14% Dipendenza delle istituzioni pubbliche: 19% Riduzione del controllo democratico: 20% Accesso diseguale a conoscenza e produttività: 16% |
| I dati generati da cittadini e utenti dovrebbero essere trattati come risorsa pubblica strategica? | Sì, pienamente: 31% Sì, parzialmente: 34% Solo nei settori regolati: 14% Solo con consenso individuale esplicito: 14% No: 3% Non chiaro: 4% |
| Qual è il rischio più significativo della delega di decisioni ai sistemi AI? | Perdita del giudizio umano: 24% Eccessivo affidamento agli output della macchina: 26% Riduzione della responsabilità: 15% Bias nascosti: 14% Dipendenza istituzionale: 12% Incertezza giuridica: 9% |
| Che cosa dovrebbe rimanere non delegabile all’AI? | Responsabilità morale: 25% Giudizio legale: 16% Decisione politica: 21% Decisione medica finale: 14% Governance strategica: 22% Nessuno di questi ambiti può realisticamente restare del tutto non delegabile: 2% |
| L’attenzione umana sta diventando una risorsa scarsa negli ambienti mediati dall’AI? | Sì, in modo critico: 32% Sì, in misura crescente: 40% Parzialmente: 18% Non in modo significativo: 5% No: 2% Non sa valutare: 3% |
| Qual è la conseguenza più grave della cattura dell’attenzione e della frammentazione cognitiva? | Riduzione dell’alfabetizzazione e della lettura profonda: 18% Manipolazione politica: 18% Minore qualità professionale: 14% Affaticamento mentale: 17% Polarizzazione sociale: 14% Perdita del giudizio indipendente: 19% |
| Qual è il maggiore rischio della realtà sintetica e dei contenuti generati dall’AI? | Perdita di fiducia nelle prove: 24% Manipolazione dell’opinione pubblica: 20% Confusione tra contenuto reale e generato: 17% Collasso degli standard di verifica: 18% Normalizzazione dell’inganno: 11% Frammentazione della realtà condivisa: 10% |
| Nella valutazione delle informazioni, che cosa diventerà più importante? | Credibilità della fonte: 24% Verifica tecnica: 19% Certificazione istituzionale: 12% Standard di provenienza dei contenuti: 20% Alfabetizzazione mediatica: 14% Giudizio personale: 11% |
| Nella fase attuale, quale rischio AI dovrebbe ricevere maggiore attenzione? | Rischi immediati, come frodi, disinformazione, sorveglianza e cyberattacchi: 30% Rischi di medio periodo, come disruption del lavoro e dipendenza istituzionale: 26% Rischi di lungo periodo, come perdita del controllo umano sui sistemi avanzati: 14% Tutti i livelli di rischio dovrebbero essere trattati con pari attenzione: 24% Le paure attuali sono esagerate: 3% Non sa valutare: 3% |
| Che cosa dovrebbe essere protetto per primo nell’età dell’intelligenza artificiale? | Giudizio umano: 21% Dignità umana oltre la performance economica: 17% Fiducia nell’informazione e nel dibattito pubblico: 19% Processi decisionali democratici e istituzionali: 17% Lavoro come fonte di identità e riconoscimento sociale: 12% Capacità delle società di governare il cambiamento tecnologico: 14% |
dati sondaggio
| Titolo del sondaggio | Barometro AI – Gennaio 2026 |
|---|---|
| Soggetto che ha realizzato il sondaggio | Zanettistudios S.r.l. |
| Soggetto committente | QUI MILANO, nell’ambito dell’iniziativa Global AI Observatory |
| Soggetto acquirente | Zanettistudios S.r.l. |
| Data o periodo in cui è stato realizzato il sondaggio – Da | 1 dicembre 2026 |
| Data o periodo in cui è stato realizzato il sondaggio – A | 31 gennaio 2026 |
| Mezzo(i) di comunicazione di massa sul quale(i) è stato pubblicato o diffuso il sondaggio | QUI MILANO (testata online registrata) |
| Data di pubblicazione o diffusione | 2 febbraio 2026 |
| Popolazione di riferimento | Imprese clienti di Zanettistudios S.r.l. operanti in diversi settori e dimensioni sul territorio nazionale, oltre a esperti internazionali coinvolti sui temi dell’intelligenza artificiale, del lavoro, del valore, della governance, dell’autonomia umana e degli impatti economico-sociali delle tecnologie AI. |
| Estensione territoriale del sondaggio | Nazionale (Italia) e internazionale, con partecipazione di soggetti basati in diverse aree geografiche europee ed extraeuropee. |
| Metodo di campionamento, inclusa l’indicazione se trattasi di campionamento probabilistico o non probabilistico, del panel e l’eventuale ponderazione | Campionamento non probabilistico su panel di imprese clienti Zanettistudios S.r.l. (prevalentemente MPMI, incluse startup) e su panel qualificato di partecipanti selezionati o raggiunti tramite la rete Global AI Observatory, i canali editoriali QUI MILANO, le reti professionali, i business network, LinkedIn e l’inoltro da parte di contatti professionali. Il sondaggio ha incluso anche contributi di esperti internazionali operanti nei campi dell’intelligenza artificiale, della ricerca, della governance, della regolazione, della consulenza, dell’impresa e dell’analisi economico-sociale, invitati alla partecipazione mediante invito aperto senza filtri né selezione casuale. Non è stata applicata alcuna ponderazione statistica. |
| Consistenza numerica del campione di intervistati, numero dei non rispondenti e delle sostituzioni effettuate | Inviti eleggibili: 1080 soggetti. Questionari compilati: 252. Non rispondenti: 828. Sostituzioni: non previste. |
| Rappresentatività del campione, inclusa l’indicazione del margine d’errore | I risultati hanno valore descrittivo del panel rispondente e dei contributi qualificati raccolti. Trattandosi di campionamento non probabilistico, il sondaggio non può essere considerato statisticamente rappresentativo della popolazione generale, delle imprese, delle istituzioni o della comunità internazionale degli esperti di intelligenza artificiale. Eventuali riferimenti a livelli di confidenza o margini d’errore sono da intendersi in forma puramente indicativa e non assimilabili a stime sull’universo di riferimento. |
| Metodo di raccolta delle informazioni | CAWI (Computer-Assisted Web Interview) tramite questionario online diffuso mediante canali digitali, email, reti professionali, LinkedIn, canali editoriali collegati a QUI MILANO e alla rete Global AI Observatory. |