Barometro AI – Marzo 2026

CONTENUTI sondaggio

 

Testo Domanda Esito Risposta
Attualmente, quale aspetto descrive meglio il principale disallineamento prodotto dall’intelligenza artificiale? Il cambiamento tecnologico è più rapido dell’adattamento istituzionale: 33%
Il lavoro cognitivo si sta trasformando più rapidamente dei sistemi del lavoro: 21%
Dati e potenza computazionale si stanno concentrando troppo: 17%
L’autonomia umana si sta gradualmente indebolendo: 12%
Verità e informazione stanno diventando più difficili da verificare: 14%
Non è ancora chiaramente visibile alcun disallineamento strutturale: 3%
Nella fase attuale, come dovrebbe essere interpretata principalmente l’intelligenza artificiale? Come utile strumento operativo: 20%
Come tecnologia general purpose: 26%
Come infrastruttura sistemica: 25%
Come nuova forma di potere economico e istituzionale: 20%
È ancora troppo presto per definirne la reale natura: 9%
Attualmente, qual è l’effetto più visibile dell’AI nelle organizzazioni? Aumento della produttività: 28%
Riduzione dei costi: 10%
Riorganizzazione di ruoli e processi: 32%
Riduzione delle persone necessarie per ottenere lo stesso output: 13%
Creazione di nuovi ruoli professionali: 12%
Nessun effetto significativo ancora visibile: 5%
Quale tipo di lavoro è oggi maggiormente esposto alla trasformazione guidata dall’AI? Lavoro amministrativo e di back-office: 26%
Lavoro analitico e di reporting: 24%
Lavoro creativo e legato ai contenuti: 17%
Lavoro legale, compliance e documentazione: 14%
Lavoro di supporto alle decisioni manageriali: 10%
Attività di customer care e supporto: 9%
Secondo Lei, l’AI sta cambiando principalmente attività singole o intere professioni? Principalmente singole attività: 25%
Prevalentemente gruppi di attività: 34%
Intere professioni in alcuni settori: 18%
La distinzione tra attività e professioni sta diventando poco chiara: 17%
È troppo presto per dirlo: 6%
Qual è l’effetto più sottovalutato dell’AI sul lavoro? Graduale riduzione delle assunzioni: 22%
Aumento della produttività senza crescita proporzionale dei salari: 18%
Declino dei ruoli professionali junior: 24%
Perdita dei percorsi di apprendimento professionale: 17%
Riorganizzazione di team e gerarchie: 15%
Nessun effetto rilevante sottovalutato: 4%
Nella fase attuale, quale separazione appare più importante nell’era dell’AI? Lavoro e reddito: 20%
Produttività e occupazione: 26%
Valore e salario: 14%
Cittadinanza e lavoro: 12%
Dignità umana e occupazione: 24%
Nessuna di queste separazioni è decisiva: 4%
Se l’AI aumenta la produttività riducendo la domanda di lavoro, chi dovrebbe beneficiarne per primo? Lavoratori: 20%
Cittadini: 18%
Imprese: 10%
Istituzioni pubbliche: 7%
Un modello misto: 38%
La questione non è ancora politicamente matura: 7%
Attualmente, quanto sono preparate le istituzioni pubbliche a governare la trasformazione prodotta dall’AI? Molto preparate: 3%
Sufficientemente preparate: 12%
Parzialmente preparate: 30%
Poco preparate: 35%
Per nulla preparate: 15%
Non sa valutare: 5%
Quale risposta istituzionale appare oggi più urgente? Costruire competenze tecniche nelle istituzioni: 24%
Regolare i sistemi AI ad alto rischio: 17%
Investire in infrastrutture digitali e computazionali: 19%
Riformare istruzione e politiche di riqualificazione: 23%
Creare modelli di governance pubblico-privati: 16%
Non serve alcun intervento istituzionale immediato: 1%
Nella fase attuale, come viene percepita principalmente la regolazione dell’AI? Come forte opportunità: 15%
Come moderata opportunità: 29%
Come neutrale o ambivalente: 24%
Come moderato vincolo: 19%
Come forte vincolo: 7%
Non sa valutare: 6%
Qual è la principale fonte di potere nell’era dell’AI? Dati: 23%
Potenza computazionale: 21%
Talento: 14%
Energia: 10%
Controllo delle infrastrutture digitali: 23%
Controllo delle piattaforme di distribuzione: 9%
Qual è il maggiore rischio della concentrazione del potere AI? Dominio di mercato: 17%
Influenza politica: 13%
Capacità di sorveglianza: 14%
Dipendenza delle istituzioni pubbliche: 20%
Riduzione del controllo democratico: 21%
Accesso diseguale a conoscenza e produttività: 15%
I dati generati da cittadini e utenti dovrebbero essere trattati come risorsa pubblica strategica? Sì, pienamente: 32%
Sì, parzialmente: 34%
Solo nei settori regolati: 13%
Solo con consenso individuale esplicito: 14%
No: 3%
Non chiaro: 4%
Qual è il rischio più significativo della delega di decisioni ai sistemi AI? Perdita del giudizio umano: 25%
Eccessivo affidamento agli output della macchina: 26%
Riduzione della responsabilità: 15%
Bias nascosti: 13%
Dipendenza istituzionale: 12%
Incertezza giuridica: 9%
Che cosa dovrebbe rimanere non delegabile all’AI? Responsabilità morale: 26%
Giudizio legale: 16%
Decisione politica: 21%
Decisione medica finale: 14%
Governance strategica: 21%
Nessuno di questi ambiti può realisticamente restare del tutto non delegabile: 2%
L’attenzione umana sta diventando una risorsa scarsa negli ambienti mediati dall’AI? Sì, in modo critico: 34%
Sì, in misura crescente: 39%
Parzialmente: 17%
Non in modo significativo: 5%
No: 2%
Non sa valutare: 3%
Qual è la conseguenza più grave della cattura dell’attenzione e della frammentazione cognitiva? Riduzione dell’alfabetizzazione e della lettura profonda: 18%
Manipolazione politica: 18%
Minore qualità professionale: 14%
Affaticamento mentale: 16%
Polarizzazione sociale: 15%
Perdita del giudizio indipendente: 19%
Qual è il maggiore rischio della realtà sintetica e dei contenuti generati dall’AI? Perdita di fiducia nelle prove: 25%
Manipolazione dell’opinione pubblica: 20%
Confusione tra contenuto reale e generato: 16%
Collasso degli standard di verifica: 19%
Normalizzazione dell’inganno: 10%
Frammentazione della realtà condivisa: 10%
Nella valutazione delle informazioni, che cosa diventerà più importante? Credibilità della fonte: 23%
Verifica tecnica: 20%
Certificazione istituzionale: 12%
Standard di provenienza dei contenuti: 22%
Alfabetizzazione mediatica: 13%
Giudizio personale: 10%
Nella fase attuale, quale rischio AI dovrebbe ricevere maggiore attenzione? Rischi immediati, come frodi, disinformazione, sorveglianza e cyberattacchi: 29%
Rischi di medio periodo, come disruption del lavoro e dipendenza istituzionale: 27%
Rischi di lungo periodo, come perdita del controllo umano sui sistemi avanzati: 15%
Tutti i livelli di rischio dovrebbero essere trattati con pari attenzione: 24%
Le paure attuali sono esagerate: 3%
Non sa valutare: 2%
Che cosa dovrebbe essere protetto per primo nell’età dell’intelligenza artificiale? Giudizio umano: 22%
Dignità umana oltre la performance economica: 17%
Fiducia nell’informazione e nel dibattito pubblico: 19%
Processi decisionali democratici e istituzionali: 18%
Lavoro come fonte di identità e riconoscimento sociale: 11%
Capacità delle società di governare il cambiamento tecnologico: 13%

 

dati sondaggio

Titolo del sondaggio Barometro AI – Marzo 2026
Soggetto che ha realizzato il sondaggio Zanettistudios S.r.l.
Soggetto committente QUI MILANO, nell’ambito dell’iniziativa Global AI Observatory
Soggetto acquirente Zanettistudios S.r.l.
Data o periodo in cui è stato realizzato il sondaggio – Da 1 febbraio 2026
Data o periodo in cui è stato realizzato il sondaggio – A 31 marzo 2026
Mezzo(i) di comunicazione di massa sul quale(i) è stato pubblicato o diffuso il sondaggio QUI MILANO (testata online registrata)
Data di pubblicazione o diffusione 1 aprile 2026
Popolazione di riferimento Imprese clienti di Zanettistudios S.r.l. operanti in diversi settori e dimensioni sul territorio nazionale, oltre a esperti internazionali coinvolti sui temi dell’intelligenza artificiale, del lavoro, del valore, della governance, dell’autonomia umana e degli impatti economico-sociali delle tecnologie AI.
Estensione territoriale del sondaggio Nazionale (Italia) e internazionale, con partecipazione di soggetti basati in diverse aree geografiche europee ed extraeuropee.
Metodo di campionamento, inclusa l’indicazione se trattasi di campionamento probabilistico o non probabilistico, del panel e l’eventuale ponderazione Campionamento non probabilistico su panel di imprese clienti Zanettistudios S.r.l. (prevalentemente MPMI, incluse startup) e su panel qualificato di partecipanti selezionati o raggiunti tramite la rete Global AI Observatory, i canali editoriali QUI MILANO, le reti professionali, i business network, LinkedIn e l’inoltro da parte di contatti professionali. Il sondaggio ha incluso anche contributi di esperti internazionali operanti nei campi dell’intelligenza artificiale, della ricerca, della governance, della regolazione, della consulenza, dell’impresa e dell’analisi economico-sociale, invitati alla partecipazione mediante invito aperto senza filtri né selezione casuale. Non è stata applicata alcuna ponderazione statistica.
Consistenza numerica del campione di intervistati, numero dei non rispondenti e delle sostituzioni effettuate Inviti eleggibili: 1250 soggetti.
Questionari compilati: 303.
Non rispondenti: 947.
Sostituzioni: non previste.
Rappresentatività del campione, inclusa l’indicazione del margine d’errore I risultati hanno valore descrittivo del panel rispondente e dei contributi qualificati raccolti. Trattandosi di campionamento non probabilistico, il sondaggio non può essere considerato statisticamente rappresentativo della popolazione generale, delle imprese, delle istituzioni o della comunità internazionale degli esperti di intelligenza artificiale. Eventuali riferimenti a livelli di confidenza o margini d’errore sono da intendersi in forma puramente indicativa e non assimilabili a stime sull’universo di riferimento.
Metodo di raccolta delle informazioni CAWI (Computer-Assisted Web Interview) tramite questionario online diffuso mediante canali digitali, email, reti professionali, LinkedIn, canali editoriali collegati a QUI MILANO e alla rete Global AI Observatory.