CONTENUTI sondaggio
| Testo Domanda | Esito Risposta |
|---|---|
| Come dovrebbe essere interpretata, da una prospettiva internazionale, la posizione dell’Italia nel nuovo quadro tariffario USA-UE? | Un esportatore europeo resiliente sottoposto a una pressione gestibile: 20% Un alleato commercialmente esposto, la cui vicinanza politica a Washington offre una protezione commerciale limitata: 32% Un Paese protetto soprattutto dalla forza dei marchi Made in Italy: 22% Un’economia vulnerabile, troppo dipendente dall’accesso al mercato statunitense: 16% Un caso troppo settoriale per definire la più ampia posizione internazionale dell’Italia: 10% |
| Il quadro tariffario indebolisce la percezione internazionale dell’influenza economica dell’Italia? | Sì, perché mostra che l’Italia dispone di una leva limitata quando il commercio viene negoziato a livello USA-UE: 22% In parte, perché l’Italia resta commercialmente forte ma politicamente vincolata: 34% Non in modo significativo, perché la reputazione dell’Italia dipende più dalla qualità dei prodotti che dalle condizioni tariffarie: 8% No, perché il quadro riguarda l’Unione europea nel suo complesso più che l’Italia in particolare: 12% Dipende da come le imprese italiane adatteranno prezzi, mercati e catene di approvvigionamento: 24% |
| A suo avviso, qual è il principale rischio reputazionale per l’Italia nel quadro tariffario al 15%? | Che il Made in Italy venga percepito come più costoso e meno accessibile: 24% Che l’Italia appaia politicamente vicina agli Stati Uniti ma commercialmente non protetta: 27% Che gli esportatori italiani perdano visibilità all’interno del più ampio negoziato USA-UE: 17% Che settori strategici come vino, lusso, macchinari e componentistica automobilistica subiscano una pressione di lungo periodo: 22% Che la questione resti tecnica e abbia un impatto reputazionale limitato: 10% |
| In che modo il quadro tariffario incide sulla percezione del posizionamento atlantico di Giorgia Meloni? | Rafforza l’immagine dell’Italia come partner atlantico leale, anche in presenza di costi economici: 10% Espone i limiti della vicinanza politica quando sono in gioco le priorità commerciali statunitensi: 32% Suggerisce che il rapporto dell’Italia con Washington sia più forte sul piano diplomatico che su quello economico: 17% Ha un effetto limitato, perché la politica tariffaria viene negoziata principalmente attraverso l’Unione europea: 22% Può creare pressione affinché l’Italia bilanci la lealtà atlantica con un maggiore coordinamento economico europeo: 19% |
| Quale aspetto dell’esposizione italiana è più probabile che conti per gli osservatori internazionali? | La dipendenza dei settori simbolici del Made in Italy dal mercato dei consumatori statunitensi: 28% La vulnerabilità delle filiere industriali e della manifattura avanzata: 20% Lo scarto tra l’attrattività culturale dell’Italia e il suo potere negoziale: 24% Il rischio che i dazi modifichino la percezione del prezzo più che la reputazione del prodotto: 11% La questione più ampia della capacità dell’Europa di proteggere i punti di forza economici nazionali: 17% |
| Come dovrebbe essere valutato l’impatto sul Made in Italy? | Come uno shock di prezzo che può ridurre la competitività in alcuni settori: 19% Come uno stress test reputazionale per il posizionamento premium dell’Italia: 31% Come un costo negoziale che i marchi forti possono in larga misura assorbire: 10% Come un avvertimento sul fatto che l’immagine nazionale non può sostituire la leva commerciale: 24% Come una questione destinata a variare sensibilmente tra lusso, alimentare, vino, macchinari e componentistica: 16% |
| Quale risposta strategica dell’Italia apparirebbe più credibile? | Un negoziato più forte a livello europeo per proteggere i settori esposti: 30% Una diversificazione dei mercati di esportazione oltre gli Stati Uniti: 23% Un sostegno alle imprese esposte alla pressione sui margini e ai rischi distributivi: 16% Una distinzione più chiara tra allineamento politico atlantico e negoziazione economica: 19% Una narrazione internazionale più assertiva sul valore e sulla resilienza del Made in Italy: 12% |
dati sondaggio
| Titolo del sondaggio | Il test tariffario per il Made in Italy: percezioni internazionali sull’esposizione commerciale e sull’affidabilità strategica dell’Italia |
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| Soggetto che ha realizzato il sondaggio | Osservatorio Italiano |
| Soggetto committente | QUI MILANO / Italy Mirror |
| Soggetto acquirente | Zanettistudios S.r.l. |
| Data o periodo in cui è stato realizzato il sondaggio – Da | 29 settembre 2025 |
| Data o periodo in cui è stato realizzato il sondaggio – A | 14 ottobre 2025 |
| Mezzo(i) di comunicazione di massa sul quale(i) è stato pubblicato o diffuso il sondaggio | QUI MILANO (testata online registrata) |
| Data di pubblicazione o diffusione | 16 ottobre 2025 |
| Popolazione di riferimento | Osservatori internazionali, professionisti, imprenditori, analisti, stakeholder istituzionali ed economici, lettori qualificati e membri di reti transnazionali interessati al posizionamento politico, economico e reputazionale dell’Italia, con particolare attenzione a commercio, diplomazia, affari europei, relazioni atlantiche e settori del Made in Italy. |
| Estensione territoriale del sondaggio | Internazionale, con prevalenza di rispondenti provenienti da contesti europei, nordamericani e da reti professionali transnazionali interessate all’Italia. |
| Metodo di campionamento, inclusa l’indicazione se trattasi di campionamento probabilistico o non probabilistico, del panel e l’eventuale ponderazione | Campionamento non probabilistico online, realizzato mediante questionario CAWI diffuso attraverso reti editoriali, professionali e qualificate collegate a Italy Mirror / QUI MILANO e con il supporto dell’Osservatorio Italiano. La rilevazione considera una platea internazionale di osservatori interessati all’Italia, raggiunta tramite invito, diffusione editoriale qualificata, contatti professionali e canali digitali selezionati. Non è prevista selezione casuale del campione e non è applicata ponderazione statistica. |
| Consistenza numerica del campione di intervistati, numero dei non rispondenti e delle sostituzioni effettuate | Inviti eleggibili: 1.250 Questionari compilati: 412. Non rispondenti: 838. Sostituzioni: non previste. |
| Rappresentatività del campione, inclusa l’indicazione del margine d’errore | I risultati hanno valore descrittivo del panel rispondente. Trattandosi di campionamento non probabilistico, eventuali riferimenti a livelli di confidenza (95%) sono da intendersi in forma puramente indicativa e non assimilabili a stime sull’universo degli osservatori internazionali dell’Italia.. |
| Metodo di raccolta delle informazioni | CAWI (Computer-Assisted Web Interview) tramite questionario online diffuso attraverso canali editoriali, professionali e digitali qualificati collegati a Italy Mirror / QUI MILANO / Osservatorio Italiano. |