La credibilità dell’Italia nella difesa: forza industriale, impegno di bilancio e fiducia degli alleati

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Testo Domanda Esito Risposta
Quale descrizione riflette meglio la sua attuale percezione dell’Italia come partner nel campo della difesa e della sicurezza? Un alleato di primo livello, capace di combinare forza industriale e credibile impegno nazionale: 17%
Un partner industrialmente indispensabile, la cui credibilità di bilancio resta tuttavia condizionata: 37%
Un contributore affidabile, la cui influenza è soprattutto tecnologica e industriale: 27%
Un produttore della difesa commercialmente solido, ma strategicamente poco impegnato: 14%
Non dispongo di informazioni sufficienti per valutare la posizione dell’Italia: 5%
L’Italia dichiara investimenti nella difesa e nella sicurezza pari al 2,8% del PIL, mentre la NATO stima la spesa italiana per la difesa in senso stretto al 2,10%. In che modo questa distinzione incide sulla sua valutazione della credibilità dell’Italia? Si tratta di una distinzione contabile legittima, che non indebolisce la credibilità italiana: 15%
È una distinzione accettabile, ma l’Italia dovrebbe comunicare con maggiore chiarezza le due categorie: 32%
Genera incertezza sull’effettiva consistenza dell’impegno militare italiano: 31%
Suggerisce che la spesa più ampia per la sicurezza venga utilizzata per rappresentare un impegno superiore a quello effettivo: 17%
Non dispongo di informazioni sufficienti per valutare la distinzione: 5%
Quale elemento dovrebbe avere il peso maggiore nella valutazione dei progressi dell’Italia verso l’obiettivo NATO del 3,5% del PIL destinato alla difesa in senso stretto? Un piano di spesa pluriennale, vincolante e definito pubblicamente: 27%
Incrementi annuali misurabili della spesa per la difesa in senso stretto: 18%
La concreta disponibilità di capacità militari ed equipaggiamenti impiegabili: 24%
Il miglioramento della prontezza operativa, della manutenzione e delle scorte di munizioni: 18%
La sostenibilità fiscale e politica della spesa nel lungo periodo: 13%
In quale misura la forza internazionale di Leonardo, Fincantieri e delle altre imprese italiane della difesa compensa il livello relativamente più basso della spesa nazionale per la difesa in senso stretto? Completamente: le capacità industriali sono più importanti della percentuale di spesa nazionale: 7%
In misura significativa: le imprese italiane rappresentano un contributo strategico rilevante all’Alleanza: 32%
Solo in parte: la capacità industriale rafforza l’Italia, ma non può sostituire l’impegno dello Stato: 48%
In misura marginale o per nulla: la spesa nazionale resta il principale indicatore di affidabilità: 10%
Non dispongo di informazioni sufficienti per valutarne l’importanza relativa: 3%
Secondo le stime NATO, il personale assorbe il 57,1% del bilancio italiano per la difesa in senso stretto, mentre il 24,45% è destinato ai principali equipaggiamenti e alle relative attività di ricerca e sviluppo. Che cosa suggerisce principalmente questa composizione? Una distribuzione complessivamente equilibrata e coerente con le responsabilità italiane nel campo della difesa: 10%
Una struttura ad alta intensità di personale, ma ancora gestibile con l’attuale livello di spesa: 26%
Un impegno positivo negli equipaggiamenti, ma con risorse limitate per prontezza operativa e attività correnti: 37%
Uno squilibrio strutturale che potrebbe limitare la modernizzazione e la capacità di risposta delle forze armate: 22%
Non è possibile formulare una valutazione attendibile senza ulteriori dati operativi e storici: 5%
Quale ruolo è oggi meglio posizionata a svolgere l’Italia nella difesa europea? Quello di principale architetto politico e industriale della difesa europea: 9%
Quello di potenza co-leader, specializzata nei sistemi aerospaziali, elettronici, navali e terrestri: 34%
Quello di grande polo industriale, privo però di un peso politico e finanziario equivalente: 40%
Quello di fornitore specializzato all’interno di programmi diretti principalmente da altre potenze europee: 14%
Quello di attore secondario, la cui influenza resta limitata da vincoli fiscali e strategici: 3%
Quale sviluppo rafforzerebbe maggiormente la fiducia internazionale nell’impegno italiano di lungo periodo nel campo della difesa? Un percorso annuale credibile verso l’obiettivo del 3,5% destinato alla difesa in senso stretto: 31%
Ulteriori impegni in programmi multinazionali di acquisto e coproduzione: 17%
Evidenze pubbliche di un miglioramento della prontezza operativa, delle scorte e delle capacità impiegabili: 23%
Una riforma dei costi del personale e una quota maggiore di risorse destinata alle operazioni e alla modernizzazione: 16%
Una maggiore trasparenza nel raccordo tra le definizioni di spesa nazionali e quelle della NATO: 13%

 

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Titolo del sondaggio La credibilità dell’Italia nella difesa: forza industriale, impegno di bilancio e fiducia degli alleati
Soggetto che ha realizzato il sondaggio Osservatorio Italiano
Soggetto committente Italy Mirror
Soggetto acquirente Zanettistudios S.r.l.
Data o periodo in cui è stato realizzato il sondaggio – Da 9 luglio 2026
Data o periodo in cui è stato realizzato il sondaggio – A 12 luglio 2026
Mezzo(i) di comunicazione di massa sul quale(i) è stato pubblicato o diffuso il sondaggio QUI MILANO (testata online registrata)
Data di pubblicazione o diffusione 12 luglio 2026
Popolazione di riferimento Professionisti internazionali, analisti, ricercatori, dirigenti d’impresa, operatori dei settori della difesa e dell’aerospazio, osservatori istituzionali e lettori qualificati interessati alla posizione internazionale, economica e strategica dell’Italia.
Estensione territoriale del sondaggio Internazionale, con prevalenza ipotetica di partecipanti provenienti dall’Unione europea, dal Regno Unito, dagli Stati Uniti e dal Canada e con una componente minoritaria proveniente da altri Paesi europei e alleati.
Metodo di campionamento, inclusa l’indicazione se trattasi di campionamento probabilistico o non probabilistico, del panel e l’eventuale ponderazione Campionamento non probabilistico, ragionato e autoselezionato, costruito attraverso inviti rivolti a reti professionali, istituzionali, economiche, accademiche e industriali interessate all’Italia e alle politiche europee e atlantiche di difesa. Non è stata prevista alcuna ponderazione statistica.
Consistenza numerica del campione di intervistati, numero dei non rispondenti e delle sostituzioni effettuate Inviti eleggibili: 1201 imprese rientranti nel panel interno.
Questionari compilati: 413.
Non rispondenti: 788.
Sostituzioni: non previste.
Rappresentatività del campione, inclusa l’indicazione del margine d’errore I risultati hanno valore descrittivo del panel rispondente. Trattandosi di campionamento non probabilistico, eventuali riferimenti a livelli di confidenza (95%) sono da intendersi in forma puramente indicativa e non assimilabili a stime sull’universo degli osservatori internazionali o alla popolazione dei Paesi coinvolti.
Metodo di raccolta delle informazioni CAWI (Computer-Assisted Web Interview) tramite questionario diffuso mediante posta elettronica, reti professionali, contatti istituzionali e canali editoriali qualificati collegati a ItalyMirror, QUI MILANO e Osservatorio Italiano.